Per una società più colta

luglio 10, 2015 § Lascia un commento

mariateresa di riso*

éI dati Ocse dimostrano che l’istruzione è la leva principale per uscire dalla crisi: una società più colta produce più ricchezza e più coesione sociale, mentre laddove la scolarizzazione media è scadente, chi non può permettersi una formazione di eccellenza vede sprecate le proprie capacità, chi può accedervi fa fruttare altrove il capitale di sapere. Paesi come Usa, Germania, Francia, Danimarca hanno aumentato in questi anni la spesa pubblica destinata all’istruzione, l’Italia al contrario continua a spendere poco e male. Negli ultimi quindici anni non c’è stato governo che non sia intervenuto sul sistema della formazione, operando tuttavia sempre nella logica della riduzione dei costi. I tagli indiscriminati, dettati non solo da necessità di bilancio, ma funzionali a un’idea di società basata sul privilegio spacciato per merito o ‘meritocrazia’, sono culminati negli otto miliardi sottratti alla scuola pubblica dalla cosiddetta ‘riforma Gelmini’ e sono stati giustificati da una campagna di denigrazione dei docenti (troppi, nullafacenti, incapaci di preparare al mondo del lavoro) e del pubblico impiego in generale. Nel frattempo sono aumentati i finanziamenti diretti e indiretti a favore delle scuole paritarie ed è stato favorito l’ingresso progressivo di attori privati in un settore che via via si è configurato non più come sistema organico di trasmissione e produzione dei saperi, ma come ‘mercato’ della formazione. Una tendenza non sufficientemente contrastata da parte delle forze di sinistra, che non hanno colto pienamente l’operazione strategica di smantellamento della scuola pubblica attuata dai governi conservatori. Tuttavia non sono certo mancate in questi anni manifestazioni significative di docenti, studenti, genitori in difesa della scuola pubblica come scuola di tutti e fondamento della società della conoscenza. Nel 2006, in pieno clima Moratti, arriva la LIP Legge di Iniziativa Popolare per una Buona Scuola per la Repubblica, un progetto di riforma scritto dal basso e sostenuto ad oggi da 100.000 firme raccolte dai Comitati a sostegno della Lip. Certo un testo che risente di quel clima e che va aggiornato, ma che partiva da un impianto sempre attuale: destinare risorse certe e adeguate all’istruzione pubblica, perché una scuola di qualità per tutti è la base della democrazia e del futuro di una società. Lo scorso ottobre Sinistra Ecologia Libertà, con alcuni parlamentari del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle, l’ha ripresentata sia alla Camera sia al Senato, ma a oggi la maggioranza non si è presa il disturbo di calendarizzarne la discussione. Nel 2011 il Dipartimento Sel Saperi, il gruppo di lavoro di Sinistra Ecologia Libertà che si occupa dei temi della formazione e della ricerca, pubblica i Quaderni di scuola, un work in progress frutto di due anni di confronti con tutti i soggetti che si occupano di educazione. Il testo, nato appunto con l’intento di riavviare il dibattito pubblico, restituendo voce a chi nella scuola vive e lavora, ed elaborare una proposta legislativa di riforma dell’istruzione pubblica (di Stato: omettere), è articolato in quattro sezioni: una premessa sul ruolo della formazione nelle società complesse, un’analisi della situazione creata dagli interventi di Gelmini e di Profumo, una terza parte con le nostre proposte per una vera riforma, infine i contributi e gli approfondimenti di esperti. Abbiamo analizzato le tematiche centrali del 4 processo di apprendimento: obbligo scolastico, istruzione e formazione professionale, educazione permanente degli adulti, formazione, reclutamento e aggiornamento dei docenti, nuove tecnologie valutazione di sistema, autonomia scolastica e governo delle istituzioni. Oggi, a dispetto delle dichiarazioni di insediamento del governo Renzi e dei buoni propositi che leggiamo nell’introduzione al fascicolo La Buona Scuola, a dispetto del percorso di consultazione risoltosi solo in una grande operazione mediatica – nella realtà un questionario con molte criticità, nessun riscontro alle schede inviate dalle singole scuole e incontri ingessati nei territori – né quel fascicolo né i decreti in corso di elaborazione nelle chiuse stanze del Miur possono essere considerati l’annunciato cambiamento complessivo indirizzato a costruire un’economia sostenibile e una rinnovata cittadinanza attiva. Precisiamo che al momento, in attesa dell’uscita dei decreti, le nostre osservazioni, contenute nella terza parte di questo fascicolo, si basano sul testo La Buona Scuola e sulle successive interviste rilasciate dal ministro Giannini e dal sottosegretario Faraone. E ci chiediamo, ovviamente, dove sia il ‘cambio di verso’, in mancanza di un confronto reale e procedendo per decreti governativi. Il lavoro di Sinistra Ecologia Libertà prosegue in Parlamento (cfr. pag. xy del presente fascicolo), con i lavori del Dipartimento Saperi, con iniziative di informazione e o Cito in particolare il seminario nazionale ‘La Valutazione di Scuola, Università, Ricerca per investire nei Saperi’, una giornata di approfondimento e confronto cui hanno partecipato, oltre a docenti e ricercatori universitari, alcuni dei quali avevano collaborato alla redazione del Libro Bianco Università e Ricerca, sempre a cura del Dipartimento Saperi, rappresentanti del Partito Democratico, della FLC Cgil, Rete Studenti Medi, Link, ROARS, CIDI. Il Dipartimento ha poi collaborato alla realizzazione di Human Factor, l’evento organizzato da Sinistra Ecologia Libertà alla Permanente di Milano lo scorso febbraio e articolato in 47 laboratori tematici, con le due sessioni ‘Formazione, ricerca, innovazione, lavoro’ e ’Diritto allo studio e lifelong learning’, di cui la prima parte di questa pubblicazione raccoglie gli estratti. Il nostro dunque è stato e continua a essere un lavoro di rete, volto a realizzare ciò che la ‘Buona scuola’ di Renzi non è: una vera riforma che ridisegni il sistema di trasmissione e produzione dei saperi secondo gli obiettivi di Lisbona e che risponda ai principi e ai compiti indicati nella Costituzione, che hanno il loro fulcro nel diritto allo studio quale strumento per rimuovere gli ostacoli che impediscono la realizzazione della libertà e dell’uguaglianza di fatto per tutti i cittadini. È giunto il momento di dotare la scuola e tutti i soggetti pubblici della formazione di persone e strumenti in grado di rielaborare i contenuti disciplinari, sviluppare apprendimenti cooperativi, valorizzare i valori storici e il patrimonio collettivo, costruire una società plurale, solidale e di pace.

* Dipartimento Sel Saperi

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Che cos'è?

Stai leggendo Per una società più colta su Saperi.

Meta

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: